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Miei Cari Confratelli,
cara Famiglia Salesiana nel mondo, a cui pure va questo messaggio,
oggi vi saluto, in questo 24 di maggio, da Valdocco.

In questa grande festa di Maria Ausiliatrice
dire Valdocco significa dire di nuovo Maria Ausiliatrice, la Madonna di Don Bosco
significa richiamare Don Bosco, Padre e Maestro della Gioventù
significa dire giovani, in questa casa, in questo cortile, scuola di santità giovanile.

Vorrei brevemente fare riferimento ad alcuni aspetti che possono essere di stimolo in questa grande festa.

In primo luogo, voglio invitarvi non solo a celebrare la festa di Maria Ausiliatrice, come già farete,
ma anche ad approfondire questa dimensione mariana della nostra vita,
che è qualcosa che tocca davvero il nostro cuore e la nostra maniera di educare i giovani nel mondo.

Dico questo perché per noi parlare di Maria Ausiliatrice è molto più che parlare di qualcosa di devozionale,
perché una devozione può esserci o no, ma per noi Maria Ausiliatrice è la dimensione mariana della nostra vocazione.

È un sentimento materno, è la certezza che Lei accompagna i nostri compiti pastorali, è la ferma certezza, come diceva Don Bosco,
che è Lei che fa tutto e che continua a fare tutto.

E al tempo stesso desidero darvi un pensiero che porto saldo nel cuore:
miei cari confratelli di tutto il mondo, ovunque voi siate, voglio ricordare quello che dissi al termine del Capitolo Generale
già detto a suo tempo da un Rettor Maggiore precedente, Don Juan Vecchi: “i giovani sono quello che ci salvano, a noi Salesiani”.

Cioè sono loro, assieme alla Grazia indubbiamente, che ci tengono in forma da un punto di vista vocazionale.

Andando in giro per il mondo, nei vari continenti, si percepisce quando le Ispettorie e le case sono piene di giovani e quando non è così.

Nel primo caso la vita sgorga e parla di futuro e di speranza.

Nel secondo caso, dobbiamo cominciare a preoccuparci.

E vi dico questo per unirlo ad un altro desiderio profondo del mio cuore, che vi trasmetto fraternamente:
miei cari confratelli Salesiani, mia cara Famiglia Salesiana
la nostra missione prioritaria non è amministrare, non siamo nati per essere amministratori,
prima di  tutto siamo educatori dei giovani,
siamo nati per condividere la vita con loro, per accompagnarli nel cammino della vita,
preparandoli alla vita e preparandoli all’incontro con Gesù.

Vi dico questo perché alle volte temo che se mi chiedessi, come fece una volta Don Bosco,
“Dove sono i miei Salesiani a Valdocco”
non potrei accettare la sensazione, che forse alle volte siamo tanto impegnati dal dover gestire,
tanto presi dall’amministrazione di tante cose
che siano altri quelli che si preoccupano, o a cui deleghiamo di occuparsi, di stare con i giovani, con i ragazzi e le ragazze.

Concludo: in questa festa di Maria Ausiliatrice chiedo a Maria che davvero ci accompagni,
che sostenga il cuore da buon pastore dentro di noi
e che ci dia quest’entusiasmo e la passione educativa da cercare sempre di andare incontro ai giovani, ai ragazzi e alla ragazze.

Per cercare il loro bene, facendoci aiutare dai tantissimi laici, animatori che si sentono chiamati a portare avanti insieme a noi la missione;
però che non accada mai che l’amministrazione, le occupazioni ci allontanino dai giovani.

A nome di Don Bosco vi ricordo tutti e vi porto nel cuore con profondi affetto e vicinanza.

Carissimi confratelli, buona festa di Maria Ausiliatrice e a presto!